Arianna Petrini vice-campionessa italiana di danza aerea 2019

Arianna Petrini 2019 Aerial SilkLo scorso 15 Giugno 2019 si sono tenuti in Puglia, ad Apricena (FG), gli Italian Aerial Sport International Championship 2019.

L’affascinante gara nazionale ha visto primeggiare, tra le numerose artiste intervenute, la talentuosa roveretana Arianna Petrini, vincitrice della medaglia d’argento nella categoria Aerial Silk.

L’Artista ha così guadagnato l’accesso ai campionati mondiali di specialità che si terranno il prossimo 7 e 8 Settembre ad Ibiza, in Spagna.

L’Artista Arianna Petrini ha così confermato le proprie doti tecnico/artistiche già evidenziate nella prestigiosa collaborazione artistica con l’Autore Damiano Martorelli.
Arianna Petrini Argento 2019 Aerial Silk
In questa collaborazione innovativa ha prestato la propria immagine e il proprio talento multidisciplinare, alla realizzazione del progetto artistico-poetico “Il nastro di Arianna” a lei ispirato e dedicato dallo stesso Autore.

L’opera letteraria, una sorta di “biografia poetica”tramite la tecnica della foto-poesia, è attualmente in distribuzione in 44 paesi del Mondo, oltre a tutti quei Paesi serviti da Amazon.

Lo Studio tutto si unisce, quindi, nel congratularsi vivamente con l’Artista per il brillante risultato conseguito ed augura alla stessa di poter proseguire la sua brillante e promettente carriera artistica anche a livello mondiale.

Conferenza ad Ala (TN) sui sesini veneziani (XVI sec.)

Martorelli Damiano - Conferenza sui sesini veneziani (XVI secolo)Si è tenuto ad Ala (TN) lo scorso 14 Dicembre, alle 20:30, presso l’Auditiorium della Cassa Rurale Vallagarina la prima conferenza sui sesini veneziani relativi alla raccolte numismatiche di proprietà del Comune di Ala (TN).

La conferenza si è tenuta con il patrocinio del Comune di Ala, rappresentato dal Vicesindaco dr.ssa Tomasi, e dall’Università di Trento, Laboratorio di Beni culturali presso il Dipartimento di ingegneria Industriale.

Da parte nostra abbiamo curato la presentazione al pubblico intervenuto delle analisi dei materiali svolte presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento e la Fondazione Bruno Kessler di Trento, mentre la parte numismatica è stata curata dalla dr.ssa Beate Marcinik.

Damiano Martorelli - Introduzione allo studio dei materiali a supporto delle indagini numismatiche
Il titolo della presentazione della conferenza ad Ala (TN)

Damiano Martorelli - Introduzione del Vicesindaco Tomasi
Introduzione del Vicesindaco di Ala (TN) dr.ssa Tomasi

Damiano Martorelli - Introduzione della conferenza
Introduzione storica della conferenza ad Ala (TN)

Il contesto storico

I sesini furono introdotti nella Repubblica di Venezia durante il governo del Doge Francesco Donato (1545-1553) al fine di consolidare la propria presenza nei territori dell’entroterra. Il Consiglio dei Dieci ne ordinò la sua prima coniazione per decreto nel 19 Ottobre del 1547. Si trattava di una nuova moneta in mistura di argento e rame, dove il metallo prezioso era meno del 50%.

Italia nel XVI secolo
La penisola italiana nel XVI secolo

Il sesino fu una moneta che ebbe notevole successo in campo commerciale soprattutto per le transizioni quotidiane, dato il modesto valore rispetto alle monete argentee chiamate “ducati”. I sesini erano anche definiti doppi quattrini. Il loro valore era equivalente a otto piccoli denari, anch’essa una moneta a in mistura a basso tenore di argento. I piccoli denari erano a loro volta soprannominati piccioli e, per il modesto valore, presto ribattezzati dal popolo bagattini. Dodici piccioli erano equivalenti ad un soldo veneziano.

Il sesino fu largamente accettato anche al di fuori dei territori della Repubblica; a riprova della sua ampia circolazione, si hanno numerosi ritrovamenti in diversi scavi archeologici in molte aree del Trentino Alto Adige.

Sfortunatamente, con il successo iniziarono anche la produzione di contraffazioni da parte di diverse zecche del nord Italia (tra le quali Masserano, Passerano, Frinco). La produzione clandestina di monete, non solo sesini ma anche monete di più alto valore era un problema ben noto al Senato veneziano sin dal XIII secolo, e causò danni ingenti all’economia della Repubblica di Venezia, che dovette intervenire in maniera decisa.

Il Senato di Venezia ordinò in una prima fase il ritiro delle monete, la loro rifusione e riconiatura con una nuova legenda. In una seconda fase, visto il continuare delle contraffazioni, i sesini furono aboliti con decreto del 15 Dicembre 1600. Le nuove emissioni furono sospese per sempre nel corso del 1603, e non furono più riprese.

Conferenza ad Ala (TN) sui sesini veneziani (XVI sec.)

Si terrà ad Ala (TN) il prossimo 14 Dicembre, alle 20:30, la prima conferenza sui sesini veneziani relativi alla raccolta numismatica di proprietà del Comune di Ala (TN), di cui saremo relatori per la parte di analisi dei materiali svolta presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento.

In allegato la locandina dell’evento.

Il contesto storico

I sesini furono introdotti nella Repubblica di Venezia durante il governo del Doge Francesco Donato (1545-1553) al fine di consolidare la propria presenza nei territori dell’entroterra. Il Consiglio dei Dieci ne ordinò la sua prima coniazione per decreto nel 19 Ottobre del 1547. Si trattava di una nuova moneta in mistura di argento e rame, dove il metallo prezioso era meno del 50%.

Italia nel XVI secolo
La penisola italiana nel XVI secolo

Il sesino fu una moneta che ebbe notevole successo in campo commerciale soprattutto per le transizioni quotidiane, dato il modesto valore rispetto alle monete argentee chiamate “ducati”. I sesini erano anche definiti doppi quattrini. Il loro valore era equivalente a otto piccoli denari, anch’essa una moneta a in mistura a basso tenore di argento. I piccoli denari erano a loro volta soprannominati piccioli e, per il modesto valore, presto ribattezzati dal popolo bagattini. Dodici piccioli erano equivalenti ad un soldo veneziano.

Il sesino fu largamente accettato anche al di fuori dei territori della Repubblica; a riprova della sua ampia circolazione, si hanno numerosi ritrovamenti in diversi scavi archeologici in molte aree del Trentino Alto Adige.

Sfortunatamente, con il successo iniziarono anche la produzione di contraffazioni da parte di diverse zecche del nord Italia (tra le quali Masserano, Passerano, Frinco). La produzione clandestina di monete, non solo sesini ma anche monete di più alto valore era un problema ben noto al Senato veneziano sin dal XIII secolo, e causò danni ingenti all’economia della Repubblica di Venezia, che dovette intervenire in maniera decisa.

Il Senato di Venezia ordinò in una prima fase il ritiro delle monete, la loro rifusione e riconiatura con una nuova legenda. In una seconda fase, visto il continuare delle contraffazioni, i sesini furono aboliti con decreto del 15 Dicembre 1600. Le nuove emissioni furono sospese per sempre nel corso del 1603, e non furono più riprese.